Come creare Gif online

Le Gif fanno parte della nostra quotidianità

E tu sai creare delle gif da condividere sui social?

Sono in molti a cercare dei tool appositi per creare delle GIF (Graphics Interchange Format) in modo da dare un’impronta più personale alla propria attività. Queste stesse risolse possono essere sfruttate in tanti modi.

Sono tanti gli strumenti utili ideati per chi fa Social Media Marketing (leggi il mio articolo sui migliori tool!) e poter creare facilmente delle Gif online è davvero utile di questi tempi!

Alcuni caricano le immagini all’interno di articoli, altri le allegano ai post di Facebook o ai Tweet. Che tipo di piano editoriale stai sviluppando? Di qualunque piano si tratti avrai senz’altro bisogno degli strumenti online giusti per creare delle divertenti GIF. Meglio se gratis. Allora ti vengo in aiuto con  questi 6 tool che non puoi non conoscere!

Una volta le GIF venivano utilizzate semplicemente per “abbellire” le pagine sul web. Ormai questa visione è superata, e le Gif sono diventate uno strumento unico di comunicazione. Alcuni topic, in genere d’intrattenimento, sono espressi perfettamente dalle gif, rispetto alle immagini statiche, o ai video veri e propri; queste possono venire usate in strategie social media marketing e di blogging per raggiungere una maggiore interazione dell’audience. Inoltre, puoi caricare facilmente una GIF sui social media: basta fare un upload d’immagine.

  1. Giphy.com: converti video in GIF

Giphy.com non è soltanto archivio, ma anche un tool per creare GIF dai video. Vai su giphy.com/create/gifmaker e prova le due soluzioni offerte: o generi Gif da video di YouTube oppure da file presenti sul tuo computer.

  1. Gifmaker.me

Gifmaker.me ti consente di caricare le immagini che vuoi mostrare in sequenza, per poi coordinarne parametri. Ogni elemento è sotto il tuo controllo, ti basterà trasformare un elemento per modificare tutto il risultato.

  1. Makeagif.com

Makeagif.com è una piattaforma che ti offre tutti gli strumenti utili. Puoi creare delle GIF da video personali o caricati su YouTube, tramite le immagini ma anche da webcam. Infine puoi utilizzare Makeagif.com anche come archivio dei visual cui hai dato vita.

  1. Gifcreator.me: crei GIF da foto

Si tratta di una suite completa per generare GIF da immagini di formati diversi. Gifcreator.me carica PNG, JPG, PSD, BMP, e ti permette di regolare le immagini di esecuzione del file e la disposizione dei vari fotogrammi. Puoi ridurre le dimensioni, vedere la preview e, se ti piace il risultato, scaricare il file.

  1. Gifs.com: converti video in immagini animate

Con questo tool puoi convertire dei video in GIF, e puoi farlo in pochi click. Basta copiare e incollare l’URL nella piattaforma. Hai a disposizione varie fonti: puoi caricare da YouTube, ma anche da Instagram.

  1. Ezgif.com

Ancora un tool per creare GIF online da video e da foto? Non solo, ezgif.com è la piattaforma che ti permette di cambiare le dimensioni delle foto con il resize, per adattarle alle tue necessità, e soprattutto per limitare il peso delle GIF.

Questi strumenti ti metteranno a disposizione contenuti “stuzzicanti” per le tue pagine web e social.

Provali e fammi sapere la tua esperienza!

 

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Chatbot e Social media

Avete sentito parlare dei chatbot?

Che rapporto c’è tra chatbot e social media?

I chatbot sono programmi capaci di simulare un dialogo tra essere umano e robot, e vengono ormai sempre più utilizzati in un mondo costantemente connesso. Funzionano come persone che replicano alle FAQ degli utenti che accedono al sito o come utenti stessi delle chat.

Così come sta accadendo per la tecnologia relativa all’intelligenza artificiale, anche i chatbot sono in crescita e in costante evoluzione. Sebbene gran parte delle competenze di questi programmi siano ancora basiche, non resteranno tali a lungo. Alcune ricerche sostengono che entro la fine di quest’anno solo 1/3 dei customer service avranno bisogno di un essere umano. Messenger di Facebook è stato il primo ad introdurre questo programma di intelligenza artificiale capace di strutturare delle conversazioni con gli utenti. Vengono già forniti da HP e Cnn, e in Italia stanno suscitando l’attenzione di importanti aziende di marketing e customer care.

Le piattaforme social come Facebook, dicevamo, sono al passo! Gli sviluppatori sono chiamati a creare chatbot e nuove tecnologie collegate ad essi. Con l’evoluzione delle piattaforme di messaggistica, i chatbot verranno integrati grazie a degli strumenti ideati in funzione delle esigenze degli utenti, allo scopo di rendere queste interazioni di sempre più facile fruizione.

Facebook è all’avanguardia nella rivoluzione di questi chatbot e il controllo su questo tipo di piattaforme di messaggistica potrebbe corrispondere presto a considerevoli guadagni. Nell’anno appena trascorso, Facebook ha aperto Messenger – che conta 1 miliardo di utenti attivi al mese – a chatbot di terze parti.

Facebook ha acquistato la start up che genera la tecnologia per Wit.ai, il riconoscimento vocale, una sorta di competitor della famosa Siri di Apple. Grazie a Wit.ai gli ‘amici’ potranno dettare i testi e i messaggi da inviare. Ma anche altre compagnie tecnologiche si stanno adoperando per lavorare in questa direzione: ad esempio la Microsoft con Bot Framework. Le applicazioni che si rivolgono al business vanno dai call center, ai customer service, all’e-commerce…

Ma perché proprio i chatbot stanno destando tanto interesse? La tecnologia è in un flusso continuo e se alcune tendenze sono destinate ad essere passeggere, altre domineranno il nostro futuro.

La messaggistica social è una tendenza molto incisiva: probabilmente le nuova generazioni trascorreranno più tempo sulle piattaforme di messaggistica social che sui social stessi.

Il sempre maggiore interesse per i chatbot rispecchia anche una trasformazione culturale verso questo tipo di messaggistica. Così come gli utenti si sono trasferiti dagli SMS alle applicazioni, allo stesso modo adotteranno l’interfaccia dei chatbot.

Per tutte quelle aziende che non offrono prodotti ma servizi, l’utilizzo più opportuno dei chatbot è proprio il customer service. Un servizio clienti efficiente può portare al successo, specialmente nei mercati più competitivi. In questo settore i chatbot sembrano essere stati creati su misura del cliente.

La possibilità che le stesse aziende creino i loro bot in un futuro non lontano, non è fantascienza, anzi si presume che in un paio di anni questa tecnologia prenda sempre più piede.

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LinkedIn Trending Storylines

Scopriamo insieme LinkedIn Trending Storylines

Novità LinkedIn: le Trending Storylines

A fine marzo LinkedIn, il social network che si occupa, tra le altre cose, di far incontrare domande e offerte di lavoro, ha lanciato una novità all’interno della piattaforma, sia da mobile che da desktop: Trending Storylines.

Da “spazio” dedicato all’aggiornamento professionale e al networking, diventerà anche luogo di news e di condivisione di contenuti relativi al proprio settore. Linkedin quindi si sta aprendo ad un universo sempre più social e si sta convertendo alla regola dello share: in anteprima, al momento soltanto nei paesi anglosassoni, è stato lanciato dicevamo Trending Storylines, una piattaforma ideata per condividere contenuti personalizzati, relativi alle proprie skill e ai propri interessi, una specie di contenitore per notizie interessanti per gli utenti.

Come funziona questa nuova piattaforma?

È facile. Un particolare algoritmo selezionerà le news potenzialmente intriganti per un determinato utente e gliele proporrà, avvalendosi sapientemente di una serie di elementi utili. Sfrutterà la geo-localizzazione dell’utente specifico, le abitudini di navigazione, l’elenco dei contatti e le sue più frequenti interazioni con utenti e contenuti.

Lo scopo principale di Linkedin Trending Storylines è quello di presentare a tutti i suoi utenti le notizie principali del giorno, al fine di rendere più semplice e istruttiva la ricerca di un lavoro.

Cosa consentirà di fare Linkedin Trending Storylines?

  • restare aggiornati sulle principali notizie con l’opportunità di selezionare le tipologie d’interesse;
  • potersi focalizzare su approfondimenti relativi alle news che coinvolgono maggiormente;
  • la notizia, raccontata in modo oggettivo e da diverse prospettive, lascia spazio a ogni tipo di personale interpretazione;
  • è possibile l’utilizzo degli hashtag, così da poter interagire in tempo reale e rintracciare più rapidamente la discussione per esprimere il proprio pensiero.

Gli hashtag in Linkedin, infatti, avranno esattamente lo stesso scopo degli altri social, serviranno a collegare tra di loro i post su di un medesimo un topic (argomento), affinché li si possa trovare facilmente.

 

8 cose da evitare sui social media

8 cose da evitare sui Social Media!

I Social Media e il marketing digitale

Sei nuovo nel mondo del digital marketing?

La prima cosa che devi assolutamente sapere è che una volta che entri nella realtà virtuale, potrai essere visibile, teoricamente, per oltre due miliardi di utenti in tutto il mondo.

La prima impressione diventa di vitale importanza per la tua strategia di marketing digitale, e qualsiasi strategia tu abbia in mente (ne avrai una mi auguro!) sarà meglio che includa alcuni canali di social media. L’attrazione gravitazionale del tuo piano di marketing digitale dovrebbe influenzare le piattaforme dei social media più adatti al tuo business. Ma occorre prestare attenzione ad alcuni “scivoloni”…

Ecco gli 8 errori da evitare:

1. Nessun piano di social media marketing

Considera le opportunità che si potrebbero aprire con strumenti come Facebook, Twitter, LinkedIn, YouTube, Pinterest o Instagram. Pensa ai diversi modi in cui potresti mostrare la tua passione per il cioccolato , o per la moda. Pubblica alcuni contenuti su Facebook sul cioccolato e la prossima cosa saprai che un certo numero di persone, sempre crescente ne tempo, staranno guardando il tipo di cioccolato che ti piace e lo staranno valutando come acquisto potenziale. Anche su Twitter si può far sapere a tutti che si sta mangiando quel tipo di cioccolato. Puoi mostrare un bel video su YouTube circa l’arte di fare il cioccolato, dedicare una pagina su Pinterest che mostra una deliziosa collezione di immagini di cioccolatini e tutte le cose meravigliose che si possono fare con il cioccolato. Si può utilizzare Foursquare per mostrare ai visitatori di un sito i migliori posti al mondo per acquistare il cioccolato d’interesse. Utilizza Instagram per mostrare immagini del cioccolato in una situazione interessante o divertente. Insomma, devi avere un piano di social media.

2. Troppe piattaforme di social media

Se inizi con troppi social media e troppo in fretta, non riuscirai a tenere il passo con la pressione di pubblicare contenuti sempre freschi. Bisogna ricordare che il social media marketing non produce ritorni immediati, così finiresti per abbandonare la tua miniera d’oro. Se non è possibile mantenere contenuti freschi coinvolgenti su tutti i canali di social media, prova a eliminare gli account che attraversano un momento più difficile rispetto agli altri. Meglio scendere fino a un solo social, ad esempio Facebook o Instagram, ma aggiornarlo con continuità.

3. Follower falsi

Non otterrai nessun vantaggio da un alto numero di fans o seguaci fasulli! Lo spam non migliora il coinvolgimento dell’utente o il ROI, e a noi interessa invece accrescere proprio quelli. Tanti finti followers, buone recensioni false, possono anche migliorare la tua SERP, ma non produrrà profitti.

4. Parlare troppo del tuo brand

Invece di parlare solo del miracolo della più recente offerta del tuo marchio, espandi la tua base variando il tipo di contenuto che pubblichi. Usa il Re-tweet o il contenuto re-post che aggiungerà valore ai tuoi seguaci e li farà sentire protagonisti.

5. Utilizzare troppi hashtag

Utilizzando un alto numero di hashtag potrai aumentare momentaneamente la visibilità, ma un #eccessivo #utilizzo #degli #hashtag #diventa #fastidioso!

6. Contenuti frequenti in brevi periodi di tempo

I tuoi seguaci non hanno bisogno di sentirti  ogni due ore, tutti i santi giorni. Devi essere coerente con la frequenza con cui hai stabilito d pubblicare, ma non bisogna esagerare. Come linea guida, considera il blogging uno o due volta a settimana, gli aggiornamenti di stato di Facebook una o due al giorno (o più come la necessità si presenta) mentre per Twitter vanno bene anche aggiornamenti più frequenti.

7. Dimenticare di rileggere

Quante volte ti sei ritrovato a leggere qualcosa su internet e a chiederti se la persona che aveva scritto il post lo avesse mai riletto? Non fare affidamento sui software di editing, ma utilizza i tuoi occhi! Se Google Analytics ti sta mostrando un rapido esodo di visitatori, può esserci il sospetto che pubblichi la “brutta copia” dei tuoi articoli o post.

8. Trascurare la “parte sociale” dei social media

Il termine engagement, molto utilizzato nel social media marketing, si riferisce al coinvolgimento attivo degli utenti sui social media, e ciò avviene soprattutto se si tratta di un reclamo del cliente. L’attività “sociale” è un aspetto molto importante del marketing digitale. Cerca di essere un punto di riferimento e mostra sempre disponibilità e cortesia. I tuoi clienti ti ameranno per questo.

 

5 motivi per aprire un blog aziendale

Stai pensando di aprire un sito e non sai se inserire anche un blog aziendale?

Il blog aziendale è davvero utile per la tua attività di marketing online! Scopri perché!

Bisogna ammettere che oggi alcune PMI italiane non sono ancora del tutto convinte dell’importanza di aprire un blog aziendale (o corporate blog). E ciò accade nonostante sia stato verificato che i blog consentono di fare content marketing in modo pienamente efficace.  Diciamo meglio: le aziende che hanno un blog aggiornato trovano nuovi clienti più facilmente e spendendo meno soldi rispetto a quelle che non hanno un blog. Di conseguenza, le PMI che decidono di creare un blog aziendale hanno un bel vantaggio competitivo rispetto alle altre. Insomma, se possiedi una PMI, affrettati a creare un blog aziendale o comincia a gestire al meglio quello che hai già.

Di seguito ho elencato alcuni vantaggi che un blog aziendale può offrire ad una PMI, se gestito in modo professionale. I dati statistici citati nei 5 punti sono da riferirsi agli USA. Ma ciò non significa che anche in Europa e in Italia non si stia andando rapidamente in quella direzione!

Avere un corporate blog consente alle PMI di:

1-Generare fiducia nei propri clienti potenziali

L’81% degli utenti statunitensi ripongono fiducia nei contenuti presenti nei blog aziendali. Per questo motivo, una PMI ha la possibilità di apparire più autorevole ed affidabile se nel proprio blog inserisce dei contenuti di valore oggettivo.

2-Dare una spinta al marketing online

Il 79% degli responsabili di marketing indica il corporate blogging come lo strumento più valido per fare web marketing. Il perché è semplice: i post attraggono traffico relativo al target richiesto e, grazie al copywriting persuasivo, riescono a creare conversioni.

3-Aumentare l’engagement degli utenti

Il 90% degli utenti afferma di giudicare utili i contenuti aziendali pubblicati con lo scopo di offrire soluzioni e spiegazioni ai bisogni specifici dei consumatori. Insomma, anche qui è chiara l’efficacia del blog aziendale sviluppato con contenuti validi e utili per i consumatori.

4-Fornire contenuti personalizzati al target

Il 78% dei responsabili marketing indica il futuro del marketing online nella diffusione di contenuti di qualità, definiti in base alle necessità del target. I contenuti web creati espressamente per i potenziali clienti sono un impareggiabile strumento di marketing.

5-Aumentare il traffico verso il sito aziendale

Se si decide di aprire un blog aziendale, questo fornirà senz’altro un aumento del traffico verso il sito web o l’e-commerce che contiene il blog. Il numero delle pagine indicizzate su google sarà superiore addirittura del 434% rispetto alle PMI che non possiedono un blog. Ecco un’ennesima prova del fatto che un blog aziendale è capace di intercettare grandi quantità di traffico targettizzato.

 

Social Media Marketing e Psicologia

Social Media Marketing e Psicologia

3 modi per utilizzare la Psicologia nel Social Media Marketing

Lo sappiamo, i social media tendono ad amplificare diversi comportamenti umani, e la psicologia che è alla base della vita online degli utenti è la medesima che ne domina la vita reale. Per i professionisti che si occupano di Social Media Marketing, attività che cerca di stimolare le persone per raggiungere determinate reazioni, sapere cosa le spinge e genera i loro comportamenti è un requisito fondamentale per sviluppare un’efficace strategia sui vari canali social.

1.La familiarità. È una delle basi della psicologia dell’uomo: più conosci e vedi qualcuno, più questo ti risulterà gradito, specialmente se ha qualcosa di stimolante o importante da comunicare. Lo stesso presupposto può valere anche per il Social Media Marketing… bisogna rendere l’azienda o il prodotto più visibile, organizzare una presenza online capillare, sempre grazie a dei contenuti di valore. Il branding si fonda infatti sul principio di familiarità, facendo sì che il marchio venga mostrato molte volte agli utenti, e generando proprio quel sentimento di familiarità che li porterà ad individuarlo (e a comprarlo) quando lo vedranno nei negozi.

2. La reciprocità. Si tratta di dare qualcosa alle persone, ottenendo qualcos’altro in cambio: chi riceve un qualsiasi tipo di vantaggio, in genere sente di dover contraccambiare. Sui social network e sul web questo principio trova conferma nella filosofia che c’è dietro ai concorsi oppure alle “offerte” e ai coupon. Se vuoi che gli utenti mettano un “mi piace” o condividano qualcosa, come un post o un evento, questi saranno più predisposti a farlo se gli darai un beneficio, come la possibilità di prendere parte ad un concorso o ricevere un premio. Allo stesso modo, se offri agli utenti l’accesso a un particolare contenuto, ti sarà più semplice raccoglierne la mail o i dati personali.

3. L’appartenenza. In un gruppo di persone, se vieni coinvolto in una interazione positiva, ciò accresce il tuo sentimento di appartenenza a quella compagnia. Può sembrare una riflessione stupida, ma tante aziende pare non abbiano compreso quanto il “parlare” alle singole persone direttamente aiuti a potenziare la relazione tra il brand e i suoi clienti, effettivi e potenziali. Questo vuol dire che le imprese non devono soltanto rispondere alle domande e ai commenti, ma che devono anche cercare di creare un’interazione personale con gli utenti. Ad esempio, se un’azienda condivide o commenta il post di un fan, per quest’ultimo si tratta di qualcosa di molto gratificante, e per il marchio di un’opportunità per rafforzare il legame con gli utenti e anche per scoprire dei contenuti nuovi.

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