WhatsApp vs Telegram

Quale app di messaggistica scegliere tra WhatsApp e Telegram?

WhatsApp è senza dubbio tra le app di messaggistica più utilizzate in questo momento, ma non è l’unica! Il suo maggior competitor è Telegram, app al centro di diverse polemiche in questi ultimi mesi. Questa piattaforma alternativa si è pian piano diffusa e ha ottenuto col tempo una base utenti davvero notevole, arrivando a ben 200 milioni di iscritti attivi.

Partendo dal presupposto che sia i servizi che le funzioni principali offerte dalle due app sono molto simili, esistono comunque alcuni dettagli che possono farci propendere da una parte o dall’altra. Per esempio WhatsApp, che fa parte del gruppo Facebook, conta su un parco utenti sicuramente più esteso, e ciò rende più facile raggiungere i propri amici. Mentre Telegram può contare su servizi bot molto più avanzati e offre la possibilità di dare vita a dei gruppi formati da migliaia di persone. Ma per capire se risponde meglio alle nostre esigenze WhatsApp o Telegram bisognerà fare un piccolo approfondimento!

Perché scegliere Telegram?

Invio di file
Telegram, in caso di necessità, può essere usato per inviare e condividere file tra smartphone e Pc, smartphone e smartphone o tra Pc e Pc. L’app, infatti, permette di allegare qualunque tipo di file fino a 1,5 gb di grandezza.

Multipiattaforma
In questo aspetto somiglia a WhatsApp: anche Telegram dà la possibilità di essere usata dal web grazie a un semplice browser. La differenza sta nella realizzazione di applicativi da installare sul disco rigido capaci di funzionare anche fuori dal browser. Telegram web, inoltre, funziona anche senza la connessione internet (indispensabile per WhatsApp), così da sincronizzare e consultare le conversazioni più facilmente.

Sticker
Gli sticker sono tra le funzionalità che trovate in Telegram che WhatsApp non sta ancora implementando. Gli sticker, a differenza delle emoji, sono più espressivi e permettono agli utenti di palesare meglio le proprie emozioni.

Sicurezza e crittografia
Telegram è stata tra le prime app di messaggistica a mettere a punto la crittografia end-to-end, anche se comporta un’azione diretta da parte dell’utente. A ciò si aggiunge la possibilità di creare conversazioni a tempo, i cui messaggi si cancellano automaticamente dopo alcuni secondi dalla lettura.

Canali e supergruppi
Telegram ha inserito i Canali e i Supergruppi. I Canali sono degli elenchi di distribuzione a tema, cui gli utenti possono iscriversi per ricevere dei contenuti di vario tipo; i Supergruppi, invece, permettono a ogni utente di inviare, in pochi secondi, il medesimo messaggio a migliaia di iscritti.

Piattaforma bot
Telegram, anche in questa occasione, è stata la prima a investire sui chatbot, utilizzando dei software di comunicazione automatizzati. Oggi esistono decine di migliaia di chatbot diversi, ognuno dotato di particolari finalità: ci sono bot per giocare o leggere l’oroscopo fino al bot che permette di tracciare una spedizione in transito, ecc.

Perché scegliere WhatsApp?

È diffusissima
Scaricabile anche dagli smartphone più vecchi e meno usati, WhatsApp è onnipresente nel panorama del mobile. Se a ciò aggiungiamo che WhatsApp Web consente di scambiare messaggi anche da Pc, possiamo subito capire che si tratta di un’app utilizzabile ovunque ci si trovi.

Chat a tempo e Crittografia end-to-end
WhatsApp ora offre un sistema di crittografia end-to-end che protegge i dati e la privacy degli utenti anche migliore a quello di Telegram. WhatsApp consente agli utenti di inviare dei messaggi a scadenza, in grado di cancellarsi in pochi secondi dall’apertura.

Chiamate e videochiamate
WhatsApp ultimamente è divenuta l’alternativa più accreditata a Skype per quanto riguarda le videochiamate e le chiamate VoIP. Può essere utilizzata sia per smartphone che per Pc, fa lo stesso: l’app permette agli utenti di chiamare e videochiamare i propri amici grazie alla sola connessione ad internet.

Revoca dei messaggi
Ultimamente WhatsApp ha offerto ai suoi utenti la possibilità di cancellare i messaggi già inviati, consentendo loro di correggere eventuali errori. Se il destinatario non ha ancora aperto e letto il nostro messaggio e non sono ancora trascorsi 5 minuti dall’invio, è possibile cancellarlo.

Termina qui il veloce confronto tra le due piattaforme: qualcuno ha già avuto esperienza di entrambe le app? Voi quale preferite?

 

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I 5 errori da evitare se gestisci una Pagina aziendale su Facebook!

Facebook Marketing: gli errori da evitare…

Hai una pagina aziendale su Facebook? Non cadere in questi 5 errori!

Facebook vanta ormai ben 2 miliardi di utenti ed è un canale assolutamente imprescindibile. Non è un caso se le imprese che hanno aperto una pagina sul social network sono oggi più di 50 milioni! Va detto però che i risultati di queste aziende su Facebook non sono tutti uguali, variano dal grande successo ad un’inefficacia totale, e queste differenze dipendono da come viene gestita la pagina. Naturalmente anche il settore di riferimento dell’azienda conta: è più semplice arrivare ad una certa copertura e migliaia di interazioni su post che parlano di cibo, bambini, vacanze o eventi di rilievo, mentre appare più complicato creare interesse e viralità su aziende che realizzano impianti industriali, per fare un esempio. Ed è proprio questa la sfida!

Già un anno fa mi sono occupata dei 3 errori da evitare assolutamente se vuoi promuovere la tua azienda su Facebook – clicca qui! – ma nonostante alcune basi del Marketing su Facebook siano ormai note a tutti, diversi errori nella gestione di una pagina aziendale sono ancora molto comuni.

Ecco allora i 5 errori più diffusi:

Aprire una pagina e abbandonarla poco dopo

Si tratta di uno degli errori più frequenti: spesso, grazie all’entusiasmo iniziale, la pagina Facebook appena aperta viene arricchita di post e interazioni con una certa regolarità, abitudine che presto si smorza in un’attività sempre più saltuaria. Man mano la pagina tende a offrire meno contenuti e a non rispondere ai messaggi o ai commenti degli utenti. Un disinteresse simile dell’azienda non può che causare un’immagine negativa del marchio. È fondamentale, invece, sia pianificare con attenzione la pubblicazione dei post, che rispondere ai commenti dei fan, con gentilezza anche a quelli negativi, per aumentare fidelizzazione  ed engagement.

Facebook non serve a “vendere”

Si è già detto mille volte, Facebook non serve a vendere i tuoi prodotti o servizi in senso stretto! Molte aziende considerano ancora la pagina Facebook come uno spazio gratuito dove pubblicare unicamente post di prodotti/servizi orientati alla vendita. Bisogna invece comprendere che Facebook è più che altro un canale di comunicazione che il brand deve utilizzare per condividere con i propri fan contenuti di interesse reciproco, scegliendo così il proprio target e lavorando ogni giorno per coinvolgerlo.

I contenuti sono poco coerenti

Pubblicare post “a caso”, senza un filo logico che leghi i contenuti tra loro, ognuno diverso per tipologia di immagini, argomenti e tono della comunicazione è uno degli errori più comuni. Dare vita a una community forte significa scegliere accuratamente dei contenuti coerenti con i valori del brand, che seguano gli interessi del target e abbiano il giusto tono della comunicazione. Per far questo è necessario definire in precedenza quali sono gli obiettivi della pagina, qual è l’audience a cui ci si rivolge e la strategia da utilizzare. Fare un’analisi di questo tipo è prioritario per poter sfruttare le potenzialità della piattaforma al meglio.

Gestire la pagina solo nei ritagli di tempo

Molte aziende, specie quelle più piccole, per limitare i costi decidono di affidare la gestione dei social media a un dipendente, spesso sprovvisto di competenze specifiche,  che si trova a dover svolgere questa attività oltre al suo lavoro principale. Il risultato non può che essere una pagina gestita nei ritagli di tempo e in maniera poco professionale, che mette seriamente a rischio l’immagine dell’azienda stessa. Consigliamo sempre di affidare la gestione dei social network a una risorsa preparata, con le adeguate competenze, che consenta di ottimizzare costi, tempo e naturalmente risultati.

Ok sponsorizzare i post, ma non acquistare i fan

Sappiamo bene che Facebook è la piattaforma più frequentata al mondo, di conseguenza per ottenere una maggiore visibilità è spesso necessario investire, anche piccole cifre, nella sponsorizzazione dei post più importanti. Acquistare i fan è tutt’altra cosa, si tratta di una prassi sconsigliata anche perché Facebook ha deciso di premiare le pagine con maggiori interazioni (reali), rendendone più visibili i post, e i fan fake di certo non interagiscono con i contenuti pubblicati. Il mero numero di fan è un valore che ormai ha sempre meno importanza, ciò che conta davvero è raggiungere un target realmente interessato ai post della pagina.

 

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Social Media | Quali novità per questo 2018?

Le principali novità in ambito social media che stiamo scoprendo nel 2018

Negli anni abbiamo visto come una costante del mondo dei social media fosse la loro trasformazione continua ed è ormai chiaro che il successo in termini di marketing dipende in gran parte da quanto si è capaci di sfruttare al meglio le nuove funzionalità proposte dalle diverse piattaforme.

Essere in grado di adattarsi a questi cambiamenti, sperimentando sempre nuove idee creative, significa riuscire a coinvolgere gli utenti in maniera sicuramente più efficace.

Novità social 2018 su Facebook

Per quanto riguarda Facebook, il feed delle news e gli annunci (ads) hanno subito un cambiamento importante.

Nei primissimi mesi del 2018 abbiamo visto Facebook apportare un bel pò di modifiche che potrebbero avere una significativa influenza sui costi e sui dati.

Le novità più rilevanti di Facebook nel 2018 sono soprattutto relative alla pubblicità: se hai già usato il test A/B per selezionare l’immagine pubblicitaria migliore, saprai che il processo può essere talvolta un pò confuso. Adesso, con la novità chiamata  Dynamic Creative, potrai sfruttare gli algoritmi di Facebook per definire facilmente il tuo migliore annuncio, combinando titoli, immagini e testo al meglio. Dynamic Creative, nella creazione dell’annuncio, permette di inserire fino a trenta risorse creative. Una volta pubblicato l’annuncio, Facebook effettuerà delle corrispondenze per capire quale variante potrà dare i risultati migliori.

Facebook ha poi affinato la funzionalità legata alla creazione degli annunci multilingue, dando vita ad un ampliamento della copertura del pubblico.

Prima di questa novità, eravamo costretti a creare molti set di annunci, con le relative traduzioni in più lingue, adesso invece basterà fare un singolo annuncio e selezionare tra 6 traduzioni diverse. Facebook poi farà un’ottimizzazione del budget della campagna e mostrerà i tuoi annunci al pubblico adatto a seconda delle lingue scelte.

Questi gli aggiornamenti relativi a Facebook per quanto riguarda  Ad Manager, ma Zuckerberg, dopo le recenti vicissitudini, ha anche voluto apportare ulteriori importanti correzioni al suo feed di notizie per offrire contenuti maggiormente affidabili ai suoi utenti, evitando la diffusione di fake news.

Novità social 2018 su Instagram

I diversi cambiamenti dell’ultimo anno hanno visto Instagram diventare una piattaforma più coinvolgente e interattiva, sia agli occhi degli utenti che dei professionisti. Con l’intenzione di accontentare gli utenti grazie ad una nuova gestione dei contenuti, Instagram negli ultimi mesi ha dato luogo ad una serie di innovazioni molto importanti che, crediamo, produrranno un grande impatto nel social media marketing.

Prima di tutto ha introdotto di recente la possibilità per gli utenti di seguire gli hashtag, questo elimina l’esigenza di cercare di volta in volta foto e video di loro interesse, dato che i contenuti contenenti l’hashtag seguito saranno visualizzati nel loro feed automaticamente.

Scopri poi l’altra grande novità di Instagram: Shopping. Clicca qui per i dettagli!

Il Regram è un’ulteriore funzione che gli utenti di Instagram aspettavano da tempo e che finalmente la piattaforma sta sperimentando. La novità darà la possibilità di condividere i post di altre persone tra le proprie storie. In effetti oggi la condivisione dei contenuti su Instagram non è molto semplice, come invece avviene su Facebook e Twitter, poiché richiede di scaricare un’applicazione di terze parti, come Repost. Questa limitazione comporta un rischio: gli utenti potrebbero effettuare facilmente uno screenshot dell’immagine di un’altra persona, pubblicandola senza la giusta attribuzione.

Novità social 2018 su LinkedIn

Tra le varie novità del 2018 ce n’è una che riguarda i gruppi su LinkedIn. I gruppi sono una funzione che col tempo è divenuta sempre meno popolare a causa dello spam e, di conseguenza, dell’assenza di coinvolgimento tra le persone. La piattaforma allora ha deciso di incoraggiare più utenti a partecipare attivamente ai gruppi, facendo in modo che la funzione sia accessibile già dalla home, con i post recenti dei gruppi tra le notifiche della home page e disponibili nel feed. Inoltre, gli utenti adesso potranno pubblicare anche video su LinkedIn, davvero una bella novità!

LinkedIn ha poi effettuato un restyling delle pagine degli account, ottimizzato i filtri di ricerca e introdotto notifiche via email.

 

Insomma, i social si evolvono continuamente ed è nostro dovere, ma anche piacere, restare al passo!

 

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Ecco Shopping su Instagram!

Finalmente anche in Italia potremo fare acquisti su Instagram!

L’anno scorso negli Stati Uniti era già stato annunciato, e oggi Instagram ha confermato l’arrivo in Italia del tool Shopping. Una ricerca di Facebook relativa agli acquisti online, ha scoperto che negli ultimi 3 mesi il 39% degli utenti ha effettuato acquisti da tablet e smartphone: proprio per questa ragione Instagram ha finalmente deciso di consentire ai vari brand di inserire all’interno dei loro post i tag che rimandano al loro e-commerce

Instagram conta ormai ben 25 milioni di profili aziendali a livello mondiale, e oggi questi account potranno usufruire dell’e-commerce anche qui in Italia grazie a Shopping: come dicevamo era stato introdotto prima negli Stati Uniti nel 2017, ed ora giunge anche qui questa nuova funzionalità che permette ai marchi di inserire dei tag speciali nei post tramite i quali gli utenti potranno acquistare direttamente il prodotto in vendita. All’utente basterà cliccare sull’icona con la borsa della spesa: seguendo l’icona, otterrà le informazioni e le foto di quel determinato oggetto e avrà la possibilità di comprarlo sul sito web del brand, senza doverlo prima cercare online.

Questa nuova opzione non è tanto una libera scelta dell’azienda, ma si tratta di un vero e proprio investimento. Infatti, l’80% degli persone segue su Instagram almeno un’azienda, e più di 200 milioni di utenti visitano ogni giorno almeno un profilo aziendale (il mese scorso le interazioni tra persone e profili business sono state oltre 180 milioni).

Anche le Stories stanno avendo il loro successo: un terzo delle più popolari appartiene ai brand (che da poco tempo hanno anche la possibilità di sfruttare la i caroselli).

Dal momento poi che le persone si connettono ad Instagram ogni giorno per guardare e comprare i prodotti delle aziende più amate, secondo ciò che afferma  Jim Squires, Head of Business di Instagram, il social media ora cerca di offrire “un’esperienza senza soluzione di continuità”.

 

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I 5 libri sul copywriting da leggere assolutamente

Scrivere bene può essere un talento… ma si può imparare!

Quanto è importante il copywriting oggi?

E sul web quanto conta davvero?

A scuola impariamo ben presto a usare una bella calligrafia, a seguire le regole della grammatica corretta e sviluppare diverse tematiche grazie ad una buona sintassi… Ma scrivere in maniera creativa, utilizzare la scrittura come strumento principale per giungere ad uno scopo significa andare oltre la correttezza della lingua. Persuadére con le parole è un talento, ma anche un esercizio e una grande possibilità! Oggi sul web sono tanti gli elementi da tenere in conto per avere successo, ma scrivere usando il tono più adeguato al target a cui ci si riferisce e perseguire il nostro fine (che sia creare affiliazione, aumentare l’engagement, rafforzare la brand identity o vendere prodotti/servizi) non è semplice come può sembrare. Scrivere bene vuol dire scrivere correttamente, è certo, ma non basta! Attrarre l’attenzione del lettore, condurlo dove vogliamo noi e incuriosirlo, convincerlo, è più difficile. Oggi ho deciso di consigliarvi alcuni testi sul copywriting: se vi interessa semplicemente l’argomento, oppure siete del mestiere e volete approfondire il tema o cercate consigli sulla scrittura efficace…. ecco i titoli da non perdere.

I 5 migliori libri sul copywriting:

1 Il mestiere del copywriter. L’arte della scrittura creativa

di Alastair Crompton

 

Sappiamo bene quanto oggi la pubblicità sia l’anima del commercio, ma quanto è importante proporre prodotti e servizi al pubblico dei consumatori  con un linguaggio persuasivo? Il testo di Crompton vuole rispondere a questa domanda evidenziando la furbizia o il talento a cui il copywriter ricorre per venire incontro al primo e più importante imperativo che gli viene richiesto: vendere!

 

 

2  Il mestiere del copy. Manuale di scrittura creativa

di Michelangelo Coviello

 

Scrivere per la pubblicità vuol dire saper mettere in discussione il saper scrivere, l’orgoglio che ogni scrittore ha della propria capacità dello scrivere bene. Grammatica, ortografia e sintassi sono solo strumenti, non lo scopo della comunicazione. Il testo sa proporre un buon equilibrio tra teoria e pratica, contiene sia elementi di grammatica, che sono pur sempre alla base della scrittura, ma anche consigli per il lavoro quotidiano del copywriter.

 

 

3  Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole

di Piero Babudro

 

Scrivere significa creare un rapporto fra persone: principio, questo, che oggi assume una nuova valenza con le nuove tecnologie Web e Mobile. Viene sottolineata sempre più spesso la centralità del content marketing e dei contenuti, ma purtroppo raramente ci si sofferma sul nuovo valore dello scrivere in un’era interattiva. Ormai c’è l’esigenza di parlare di “scrittura digitale”, proponendo un metodo di scrittura che va dal giornalismo, al copywriting, alla scrittura creativa, per poi spostarsi in altri settori.

 

4  Scrivere bene. Dieci regole e qualche consiglio

di Bianca Barattelli

 

In generale, saper scrivere bene è stato da sempre un ottimo biglietto da visita, ed ora lo è ancora di più con l’era digitale. Il libro ci offre una cassetta degli strumenti utili per gestire al meglio la scrittura. L’autrice propone molti precetti e consigli pratici comprensibili da tutti: la presentazione di un testo, le regole da seguire per ottenere una scrittura più efficace e personale, e infine come utilizzare al meglio gli strumenti della retorica.

 

 

5  La parola immaginata. Teoria, tecnica e pratica del lavoro di copywriter

di Annamaria Testa

 

Annamaria Testa ci parla degli aspetti teorici e pratici del mestiere di copywriter. Con abilità e attraverso una scrittura appassionante, ci illustra  e le regole  necessarie per creare una campagna pubblicitaria efficace, spiegando come è meglio scegliere un titolo, come associate le parole alle immagini, come deve collaborare la coppia creativa composta da copywriter e art director, e come una campagna può conquistare il favore del pubblico.

 

 

Inoltre, ormai siamo a Natale, e regalare un libro è sempre un’ottima idea!

 

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Instagram: i nuovi hashtag!

Instagram sta lanciando nuovi hashtag che potremo seguire

Ci sarà un nuovo modo per utilizzare gli hashtag su Instagram: sui profili tester, quando si cerca un nuovo hashtag, da alcuni giorni appare il pulsante “Segui” che permette di seguire post e storie relative a quella parola.

Prossimamente, gli utenti avranno la possibilità di scegliere i contenuti da vedere sulla propria timeline, o nelle stories, seguendo un hashtag di preferenza. Non saremo più obbligati a seguire un certo account per accedere ai suoi contenuti.

Questa piccola grande novità cambierà il concetto di community sul social network. Il contenuto diventerà quindi il protagonista assoluto: gli utenti potranno seguire direttamente gli hashtag, quindi gli argomenti di loro interesse, senza necessariamente diventare follower di un marchio in particolare.

Nel frattempo, anche i brand avranno un’ulteriore possibilità: potranno creare dei gruppi relativi ad un certo argomento, usando semplicemente un hashtag.

Come cambierà la content strategy dei brand?

I professionisti che lavorano sul content marketing potranno finalmente catalogare i propri contenuti grazie agli hashtag, dando quindi un ordine all’attuale mescolanza di immagini e video. Inoltre, si potranno associare delle persone a questi hashtag: l’utente che decide di seguire una conversazione, manifesta un vero interesse per un argomento specifico, e per un brand riuscire a cogliere questa occasione è molto importante.

Anche il concetto di follower cambierà: se fino ad oggi era indispensabile essere follower di un personaggio o di un brand per vedere i suoi contenuti nella nostra timeline, ora sarà sufficiente seguire un hashtag. Di conseguenza, il numero dei follower di un account sarà un parametro sempre meno indicativo. Le persone quindi saranno interessate ad iniziare una relazione con un brand soprattutto nel momento in cui questo creerà dei contenuti inerenti a un argomento d’interesse. Sarà quindi importantissimo per le aziende e gli influencer scegliere strategicamente gli hashtag da inserire nei post.

Se vogliamo soffermarci poi sul raggiungimento dell’audience, ci sono molti brand che si rivolgono a svariati tipi di target, con diversi interessi. Instagram ora darà loro la possibilità di targettizzare i contenuti grazie all’utilizzo degli hashtag, cosa che potrebbe essere di grande aiuto per dare vita a delle specifiche audience. Per fare un semplice esempio, un brand di moda che produce diverse linee di abbigliamento, tra cui una dedicata alle teenagers, un’altra a donne più grandi, può decidere di creare degli spazi personalizzati per ogni linea. Attraverso l’uso di specifici hashtag, il marchio può incentivare le ragazze giovani da una parte, e le donne adulte dall’altra, a partecipare a diverse conversazioni.

Instagram è un social media cresciuto in maniera esponenziale in questi anni: si è tenuto sempre al passo e ha rilasciato continuamente importanti novità. Riuscire a sfruttare al massimo le sue potenzialità deve essere un imperativo per quei brand che vogliono indirizzare i propri investimenti pubblicitari in modo strategico.

 

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