Elezioni USA 2016: politica e social network

social e politica

Finalmente si è giunti alla fine di questa estenuante campagna elettorale americana e il vincitore è risultato essere Donald Trump! Commenti e digressioni a parte, la notizia è rimbalzata in tutto il mondo scuotendo un bel po’ gli animi, ma in questo articolo non ci soffermeremo sulle implicazioni strettamente politiche della vicenda, se non delle connessioni sempre più forti ormai tra la politica e i social network. Questa commistione è quotidiana in realtà, anche senza l’evento “Elezioni” i politici oggi utilizzano i social media con costanza, cercando di sfruttarne la diffusione, ma quando ci si ritrova nel periodo elettorale del Paese più importante del mondo, tutto diventa più evidente e i numeri crescono a dismisura!

I numeri di Twitter

Lo stesso Twitter ha aggiornato gli utenti riguardo i suoi numeri record di queste ore: si contano 40 milioni i tweet con l’hashtag #Election2016 solo nella giornata di oggi. Lo afferma lo stesso social, attraverso il suo account ufficiale. Ma già le elezioni del 2012 videro ben 31 milioni di tweet, non male.

elezioni USA

Rivoluzione Snapchat

La novità più interessante di questa campagna elettorale USA 2016 è stato il successo di Snapchat, uno strumento fondamentale per giungere agli elettori di età più giovane. Il primo a comprendere il potenziale di questo social fu il democratico Bernie Sanders il quale, nonostante i suoi 74 anni, conserva un buon seguito fra gli elettori sotto i 35 anni.

Ormai ci stiamo pian piano allontanando dalla politica dell’apparenza, in cui era importante soprattutto essere telegenici, e ci siamo avviati verso una politica della personalità, in cui bisogna esporre una personalità coerente con un mondo che si alimenta di foto e video. Snapchat favorisce così l’abbattimento definitivo del confine tra vita pubblica e privata.

Vince Trump? No (almeno non solo): il vincitore è Twitter!

Oltre la rivelazione Snapchat, il vero trionfatore di questa campagna elettorale è stato senz’altro Twitter, e Trump il suo “vate” in qualche modo, non sappiamo se per il limite dei 140 caratteri che favoriscono molto le esternazioni di un carattere così tagliente. Restano memorabili alcune sue indisponenti affermazioni, in tv e su Twitter: come nel suo speech di ringraziamento nel quale dichiarò che se Hillary fosse stata un uomo, non avrebbe raggiunto nemmeno il 5% di voti. Si tratta solo di uno dei tanti tweet con i quali ha popolato la campagna elettorale. I giornali ne erano felicissimi poichè anche nei giorni in cui non erano previsti comizi, i suoi tweet nutrivano la stampa. La stessa Cnn ha incrementato le sue casse parlando per ore della campagna elettorale di Trump e dei suoi numerosi e irriverenti cinguettii.

Tant’è che, essendo un personaggio incline a “farsi del male da solo” con gaffe e dichiarazioni poco diplomatiche, negli ultimi giorni di campagna elettorale lo staff di Trump si è impossessato del suo account Twitter, impedendogli di pubblicare in prima persona.

Possiamo dire ormai con certezza che gli strumenti di informazione maggiormente impiegati dagli utenti, ma anche dai politici, sono i social network. Durante la campagna, un elettore su quattro ha fatto visita regolarmente, o comunque saltuariamente, agli account Facebook e Twitter di Trump e Clinton.

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Insomma, prima, durante e dopo il voto, gli #hashtag sulla Campagna e sulle Elezioni Usa 2016 sono primi nelle tendenze di tutto il mondo… i commenti, la satira, le notizie… tutto possa per i social media!

 

Articolo di Alessia Vecchione

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