Viaggi e Social media

 

Perché una struttura turistica dovrebbe approfittare dei social media per attirare viaggiatori?

Fino a pochi anni fa l’unico modo per trovare ispirazione e sognare/programmare la prossima vacanza era sostare davanti le offerte esposte in vetrina dalle agenzie di viaggi, poi entrare e farsi dare un catalogo sul Giappone, le Canarie o magari prenotare un viaggio negli USA! Quelle “vetrine” ora sono accessibili 7 giorni su 7, 24 ore al giorno, e vi si può accedere cliccando su una delle icone presenti sul vostro cellulare e il catalogo magicamente apparirà. Oltre ad una vasta serie di app, i canali per accedere a questo tipo di informazioni sono sempre più numerosi. Il mondo è ormai social e anche i canali marketing, di conseguenza, devono diventare più “sociali”: Facebook, Instagram, Snapchat, Twitter, Google sono ormai le piattaforme più amate dagli advertiser, anche nel settore dei viaggi.

I viaggiatori spendono il 20% del loro tempo sullo smartphone, connettendosi a Facebook o Instagram, ma queste due piattaforme non vengono usate allo stesso modo.

Recenti sondaggi effettuati da Facebook tra il 2015 e il 2016, su un campione di 2400 viaggiatori, hanno dimostrato che il 54% aveva trovato l’idea per il viaggio proprio su Facebook, e il 38% su Instagram. Ecco perché Facebook continua ad essere la piattaforma più usata dagli advertiser. Sa mantenersi sempre in evoluzione e si perfeziona di anno in anno.

Una delle ultime novità del social network più diffuso è la possibilità di creare un’inserzione dinamica.

Ma come funzionano le inserzioni dinamiche?

Facciamo un esempio: a coloro che utilizzano il sito booking.com, dopo aver cercato un hotel a Barcellona in date già stabilite, una volta ritornati su Facebook o su Instagram, il servizio mostrerà sottoforma di carousel ads la disponibilità aggiornata minuto per minuto dell’hotel di Barcellona durante le date scelte, che si sia effettuato l’accesso da mobile o da desktop. Di cosa si ha bisogno per cominciare a creare le inserzioni dinamiche per viaggi? Basta implementare il Pixel e/o l’SDK per mobile, caricare il tuo catalogo viaggi e creare un modello per le inserzioni!

Si tratta di un modo innovativo ed originale per sfruttare le potenzialità dei social media più utilizzati e amati dai viaggiatori.

Ecco un’infografica che ci mostra il nesso sempre più forte tra i social network e i viaggi.

viaggi

 

Gruppi di Facebook: ecco le nuove funzioni!

L’evento Facebook Communities Summit ha riconfermato l’importanza dei gruppi nella community del social più famoso.

Il Facebook Communities Summit, che si è tenuto a Chicago la settimana scorsa, ha visto Zuckerberg annunciare alcune novità relative ai Gruppi di Facebook.

In questo momento, oltre un miliardo di utenti è membro di gruppi sulla piattaforma più diffusa al mondo, e tra i principali obiettivi di Facebook c’è proprio quello di aiutare gli amministratori di gruppi, tramite nuove funzionalità.

Ma, nel concreto, di quali novità stiamo parlando? Eccole:

Filtri di ammissione: saranno scremate in automatico le richieste di ammissione nei gruppi, attraverso dei filtri relativi a sesso e posizione geografica. Avverrà anche la pulizia dei contenuti degli utenti che sono stati rimossi: gli amministratori potranno eliminare allo stesso tempo sia gli utenti “sgraditi” che i contenuti a loro collegati, nel caso in cui avvengano gravi trasgressioni alle regole del gruppo.

Insight: i dati insight servono a migliorare la comprensione dell’andamento del gruppo da parte degli amministratori. Attraverso gli insight si potranno visualizzare in tempo reale l’engagement e le metriche relative alla crescita del gruppo, e sarà possibile avere maggiori informazioni sui membri, sui post pubblicati e sui momenti in cui gli utenti risultano più attivi.

Programmazione dei post: sarà possibile schedulare i post anche all’interno dei gruppi, pianificando la pubblicazione dei contenuti nel giorno e nell’ora desiderata.

Groups Linking: infine, sarà possibile collegare tramite dei link i gruppi simili, così da mettere in contatto gli utenti con i medesimi interessi o gruppi che trattano argomenti simili.

Il summit, dicevamo, ha celebrato il ruolo centrale dei gruppi su Facebook, e per Zuckerberg è stata anche una buona occasione per annunciare la nuova mission: “Bring the World Closer Together”, ossia concedere la possibilità di costruire una community rendendo il mondo più vicino.

 

Chatbot e Social media

Avete sentito parlare dei chatbot?

Che rapporto c’è tra chatbot e social media?

I chatbot sono programmi capaci di simulare un dialogo tra essere umano e robot, e vengono ormai sempre più utilizzati in un mondo costantemente connesso. Funzionano come persone che replicano alle FAQ degli utenti che accedono al sito o come utenti stessi delle chat.

Così come sta accadendo per la tecnologia relativa all’intelligenza artificiale, anche i chatbot sono in crescita e in costante evoluzione. Sebbene gran parte delle competenze di questi programmi siano ancora basiche, non resteranno tali a lungo. Alcune ricerche sostengono che entro la fine di quest’anno solo 1/3 dei customer service avranno bisogno di un essere umano. Messenger di Facebook è stato il primo ad introdurre questo programma di intelligenza artificiale capace di strutturare delle conversazioni con gli utenti. Vengono già forniti da HP e Cnn, e in Italia stanno suscitando l’attenzione di importanti aziende di marketing e customer care.

Le piattaforme social come Facebook, dicevamo, sono al passo! Gli sviluppatori sono chiamati a creare chatbot e nuove tecnologie collegate ad essi. Con l’evoluzione delle piattaforme di messaggistica, i chatbot verranno integrati grazie a degli strumenti ideati in funzione delle esigenze degli utenti, allo scopo di rendere queste interazioni di sempre più facile fruizione.

Facebook è all’avanguardia nella rivoluzione di questi chatbot e il controllo su questo tipo di piattaforme di messaggistica potrebbe corrispondere presto a considerevoli guadagni. Nell’anno appena trascorso, Facebook ha aperto Messenger – che conta 1 miliardo di utenti attivi al mese – a chatbot di terze parti.

Facebook ha acquistato la start up che genera la tecnologia per Wit.ai, il riconoscimento vocale, una sorta di competitor della famosa Siri di Apple. Grazie a Wit.ai gli ‘amici’ potranno dettare i testi e i messaggi da inviare. Ma anche altre compagnie tecnologiche si stanno adoperando per lavorare in questa direzione: ad esempio la Microsoft con Bot Framework. Le applicazioni che si rivolgono al business vanno dai call center, ai customer service, all’e-commerce…

Ma perché proprio i chatbot stanno destando tanto interesse? La tecnologia è in un flusso continuo e se alcune tendenze sono destinate ad essere passeggere, altre domineranno il nostro futuro.

La messaggistica social è una tendenza molto incisiva: probabilmente le nuova generazioni trascorreranno più tempo sulle piattaforme di messaggistica social che sui social stessi.

Il sempre maggiore interesse per i chatbot rispecchia anche una trasformazione culturale verso questo tipo di messaggistica. Così come gli utenti si sono trasferiti dagli SMS alle applicazioni, allo stesso modo adotteranno l’interfaccia dei chatbot.

Per tutte quelle aziende che non offrono prodotti ma servizi, l’utilizzo più opportuno dei chatbot è proprio il customer service. Un servizio clienti efficiente può portare al successo, specialmente nei mercati più competitivi. In questo settore i chatbot sembrano essere stati creati su misura del cliente.

La possibilità che le stesse aziende creino i loro bot in un futuro non lontano, non è fantascienza, anzi si presume che in un paio di anni questa tecnologia prenda sempre più piede.

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Social Media Marketing e Psicologia

Social Media Marketing e Psicologia

3 modi per utilizzare la Psicologia nel Social Media Marketing

Lo sappiamo, i social media tendono ad amplificare diversi comportamenti umani, e la psicologia che è alla base della vita online degli utenti è la medesima che ne domina la vita reale. Per i professionisti che si occupano di Social Media Marketing, attività che cerca di stimolare le persone per raggiungere determinate reazioni, sapere cosa le spinge e genera i loro comportamenti è un requisito fondamentale per sviluppare un’efficace strategia sui vari canali social.

1.La familiarità. È una delle basi della psicologia dell’uomo: più conosci e vedi qualcuno, più questo ti risulterà gradito, specialmente se ha qualcosa di stimolante o importante da comunicare. Lo stesso presupposto può valere anche per il Social Media Marketing… bisogna rendere l’azienda o il prodotto più visibile, organizzare una presenza online capillare, sempre grazie a dei contenuti di valore. Il branding si fonda infatti sul principio di familiarità, facendo sì che il marchio venga mostrato molte volte agli utenti, e generando proprio quel sentimento di familiarità che li porterà ad individuarlo (e a comprarlo) quando lo vedranno nei negozi.

2. La reciprocità. Si tratta di dare qualcosa alle persone, ottenendo qualcos’altro in cambio: chi riceve un qualsiasi tipo di vantaggio, in genere sente di dover contraccambiare. Sui social network e sul web questo principio trova conferma nella filosofia che c’è dietro ai concorsi oppure alle “offerte” e ai coupon. Se vuoi che gli utenti mettano un “mi piace” o condividano qualcosa, come un post o un evento, questi saranno più predisposti a farlo se gli darai un beneficio, come la possibilità di prendere parte ad un concorso o ricevere un premio. Allo stesso modo, se offri agli utenti l’accesso a un particolare contenuto, ti sarà più semplice raccoglierne la mail o i dati personali.

3. L’appartenenza. In un gruppo di persone, se vieni coinvolto in una interazione positiva, ciò accresce il tuo sentimento di appartenenza a quella compagnia. Può sembrare una riflessione stupida, ma tante aziende pare non abbiano compreso quanto il “parlare” alle singole persone direttamente aiuti a potenziare la relazione tra il brand e i suoi clienti, effettivi e potenziali. Questo vuol dire che le imprese non devono soltanto rispondere alle domande e ai commenti, ma che devono anche cercare di creare un’interazione personale con gli utenti. Ad esempio, se un’azienda condivide o commenta il post di un fan, per quest’ultimo si tratta di qualcosa di molto gratificante, e per il marchio di un’opportunità per rafforzare il legame con gli utenti e anche per scoprire dei contenuti nuovi.

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Come preannunciato: ecco le Facebook Stories!

Dopo il comunicato diffuso alcuni giorni fa è finalmente disponibile per tutti Facebook Stories!

Pochi giorni fa, accedendo all’app di Facebook dal mio smartphone, ho subito notato un’interfaccia diversa, ma allo stesso tempo familiare…. Sicuramente chi già conosce le Stories di Instagram e Snapchat avrà avuto la mia stessa reazione e saprà come utilizzare questa “novità”, gli altri invece possono leggere questo articolo per scoprire qualcosa in più!

Cosa sono le Facebook Stories?

Facebook Stories è naturalmente un richiamo ad Instagram Stories, che consente la condivisione in tempo reale di foto e video, e parliamo del social fotografico più famoso al mondo, sempre di proprietà di Facebook. Entrambe le app sono però molto influenzate da Snapchat, che fu il primo a portare nei social la novità del contenuto multimediale che viene automaticamente distrutto dopo 24 ore.

Facebook Stories è utile per condividere immagini e brevi video coi vostri amici. Queste immagini non compaiono all’interno del solito feed di Notizie, ma soltanto facendo un tap sulla foto profilo dell’amico che vedete in alto, nella nuova barra. In questa barra Facebook vi mostra solo gli amici che hanno creato una “Storia” nelle ultime 24 ore e se ne verranno pubblicate di nuove ci sarà un cerchio blu a denotarlo. Dopo 24 ore dalla pubblicazione, la Storia sarà perduta per sempre.

Questa funzione offre la possibilità di mandare la propria Storia anche come messaggio privato agli amici, partendo dalle foto pubblicate. Questi messaggi però non saranno inseriti in Messenger, come le Storie di Facebook non saranno integrate col vostro Instagram.

Come creare una Storia?

Premete sul cerchio con la vostra immagine profilo con scritto “”La tua storia”, che si trova in alto a sinistra, e avrete accesso alla fotocamera. Qui, se volete, vi sarà possibile scegliere tra diversi, e molto divertenti, effetti applicabili alla foto, scorrendo col dito in verticale. Se volete altri effetti, vi basterà premere sulla stella. Alcuni di questi appariranno sull’inquadratura in tempo reale soltanto se la camera troverà un volto nella foto.

Quando avrete scelto l’effetto scattate la foto, oppure girate un video. Poi vi sarà anche possibile scrivere sulla foto, o disegnare o ancora rovesciare l’immagine.

Premendo sull’ultimo tasto a destra salvate la foto o il video nella galleria del telefono, mentre per inviare le Storie si fa premendo il tasto con la freccia a destra. A questo punto potete decidere con chi volete condividere il vostro contenuto:

Pubblica – la foto va nello stream di Facebook, come una foto generica.

Storia – l’immagine diventa una Storia e sparirà dopo 24 ore.

Invia direttamente – il contenuto viene inviato privatamente agli amici selezionati. Questi avranno la possibilità di vederla 2 volte entro 24 ore dal momento della prima visione.