Chatbot e Social media

Avete sentito parlare dei chatbot?

Che rapporto c’è tra chatbot e social media?

I chatbot sono programmi capaci di simulare un dialogo tra essere umano e robot, e vengono ormai sempre più utilizzati in un mondo costantemente connesso. Funzionano come persone che replicano alle FAQ degli utenti che accedono al sito o come utenti stessi delle chat.

Così come sta accadendo per la tecnologia relativa all’intelligenza artificiale, anche i chatbot sono in crescita e in costante evoluzione. Sebbene gran parte delle competenze di questi programmi siano ancora basiche, non resteranno tali a lungo. Alcune ricerche sostengono che entro la fine di quest’anno solo 1/3 dei customer service avranno bisogno di un essere umano. Messenger di Facebook è stato il primo ad introdurre questo programma di intelligenza artificiale capace di strutturare delle conversazioni con gli utenti. Vengono già forniti da HP e Cnn, e in Italia stanno suscitando l’attenzione di importanti aziende di marketing e customer care.

Le piattaforme social come Facebook, dicevamo, sono al passo! Gli sviluppatori sono chiamati a creare chatbot e nuove tecnologie collegate ad essi. Con l’evoluzione delle piattaforme di messaggistica, i chatbot verranno integrati grazie a degli strumenti ideati in funzione delle esigenze degli utenti, allo scopo di rendere queste interazioni di sempre più facile fruizione.

Facebook è all’avanguardia nella rivoluzione di questi chatbot e il controllo su questo tipo di piattaforme di messaggistica potrebbe corrispondere presto a considerevoli guadagni. Nell’anno appena trascorso, Facebook ha aperto Messenger – che conta 1 miliardo di utenti attivi al mese – a chatbot di terze parti.

Facebook ha acquistato la start up che genera la tecnologia per Wit.ai, il riconoscimento vocale, una sorta di competitor della famosa Siri di Apple. Grazie a Wit.ai gli ‘amici’ potranno dettare i testi e i messaggi da inviare. Ma anche altre compagnie tecnologiche si stanno adoperando per lavorare in questa direzione: ad esempio la Microsoft con Bot Framework. Le applicazioni che si rivolgono al business vanno dai call center, ai customer service, all’e-commerce…

Ma perché proprio i chatbot stanno destando tanto interesse? La tecnologia è in un flusso continuo e se alcune tendenze sono destinate ad essere passeggere, altre domineranno il nostro futuro.

La messaggistica social è una tendenza molto incisiva: probabilmente le nuova generazioni trascorreranno più tempo sulle piattaforme di messaggistica social che sui social stessi.

Il sempre maggiore interesse per i chatbot rispecchia anche una trasformazione culturale verso questo tipo di messaggistica. Così come gli utenti si sono trasferiti dagli SMS alle applicazioni, allo stesso modo adotteranno l’interfaccia dei chatbot.

Per tutte quelle aziende che non offrono prodotti ma servizi, l’utilizzo più opportuno dei chatbot è proprio il customer service. Un servizio clienti efficiente può portare al successo, specialmente nei mercati più competitivi. In questo settore i chatbot sembrano essere stati creati su misura del cliente.

La possibilità che le stesse aziende creino i loro bot in un futuro non lontano, non è fantascienza, anzi si presume che in un paio di anni questa tecnologia prenda sempre più piede.

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Social Media Marketing e Psicologia

Social Media Marketing e Psicologia

3 modi per utilizzare la Psicologia nel Social Media Marketing

Lo sappiamo, i social media tendono ad amplificare diversi comportamenti umani, e la psicologia che è alla base della vita online degli utenti è la medesima che ne domina la vita reale. Per i professionisti che si occupano di Social Media Marketing, attività che cerca di stimolare le persone per raggiungere determinate reazioni, sapere cosa le spinge e genera i loro comportamenti è un requisito fondamentale per sviluppare un’efficace strategia sui vari canali social.

1.La familiarità. È una delle basi della psicologia dell’uomo: più conosci e vedi qualcuno, più questo ti risulterà gradito, specialmente se ha qualcosa di stimolante o importante da comunicare. Lo stesso presupposto può valere anche per il Social Media Marketing… bisogna rendere l’azienda o il prodotto più visibile, organizzare una presenza online capillare, sempre grazie a dei contenuti di valore. Il branding si fonda infatti sul principio di familiarità, facendo sì che il marchio venga mostrato molte volte agli utenti, e generando proprio quel sentimento di familiarità che li porterà ad individuarlo (e a comprarlo) quando lo vedranno nei negozi.

2. La reciprocità. Si tratta di dare qualcosa alle persone, ottenendo qualcos’altro in cambio: chi riceve un qualsiasi tipo di vantaggio, in genere sente di dover contraccambiare. Sui social network e sul web questo principio trova conferma nella filosofia che c’è dietro ai concorsi oppure alle “offerte” e ai coupon. Se vuoi che gli utenti mettano un “mi piace” o condividano qualcosa, come un post o un evento, questi saranno più predisposti a farlo se gli darai un beneficio, come la possibilità di prendere parte ad un concorso o ricevere un premio. Allo stesso modo, se offri agli utenti l’accesso a un particolare contenuto, ti sarà più semplice raccoglierne la mail o i dati personali.

3. L’appartenenza. In un gruppo di persone, se vieni coinvolto in una interazione positiva, ciò accresce il tuo sentimento di appartenenza a quella compagnia. Può sembrare una riflessione stupida, ma tante aziende pare non abbiano compreso quanto il “parlare” alle singole persone direttamente aiuti a potenziare la relazione tra il brand e i suoi clienti, effettivi e potenziali. Questo vuol dire che le imprese non devono soltanto rispondere alle domande e ai commenti, ma che devono anche cercare di creare un’interazione personale con gli utenti. Ad esempio, se un’azienda condivide o commenta il post di un fan, per quest’ultimo si tratta di qualcosa di molto gratificante, e per il marchio di un’opportunità per rafforzare il legame con gli utenti e anche per scoprire dei contenuti nuovi.

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Come preannunciato: ecco le Facebook Stories!

Dopo il comunicato diffuso alcuni giorni fa è finalmente disponibile per tutti Facebook Stories!

Pochi giorni fa, accedendo all’app di Facebook dal mio smartphone, ho subito notato un’interfaccia diversa, ma allo stesso tempo familiare…. Sicuramente chi già conosce le Stories di Instagram e Snapchat avrà avuto la mia stessa reazione e saprà come utilizzare questa “novità”, gli altri invece possono leggere questo articolo per scoprire qualcosa in più!

Cosa sono le Facebook Stories?

Facebook Stories è naturalmente un richiamo ad Instagram Stories, che consente la condivisione in tempo reale di foto e video, e parliamo del social fotografico più famoso al mondo, sempre di proprietà di Facebook. Entrambe le app sono però molto influenzate da Snapchat, che fu il primo a portare nei social la novità del contenuto multimediale che viene automaticamente distrutto dopo 24 ore.

Facebook Stories è utile per condividere immagini e brevi video coi vostri amici. Queste immagini non compaiono all’interno del solito feed di Notizie, ma soltanto facendo un tap sulla foto profilo dell’amico che vedete in alto, nella nuova barra. In questa barra Facebook vi mostra solo gli amici che hanno creato una “Storia” nelle ultime 24 ore e se ne verranno pubblicate di nuove ci sarà un cerchio blu a denotarlo. Dopo 24 ore dalla pubblicazione, la Storia sarà perduta per sempre.

Questa funzione offre la possibilità di mandare la propria Storia anche come messaggio privato agli amici, partendo dalle foto pubblicate. Questi messaggi però non saranno inseriti in Messenger, come le Storie di Facebook non saranno integrate col vostro Instagram.

Come creare una Storia?

Premete sul cerchio con la vostra immagine profilo con scritto “”La tua storia”, che si trova in alto a sinistra, e avrete accesso alla fotocamera. Qui, se volete, vi sarà possibile scegliere tra diversi, e molto divertenti, effetti applicabili alla foto, scorrendo col dito in verticale. Se volete altri effetti, vi basterà premere sulla stella. Alcuni di questi appariranno sull’inquadratura in tempo reale soltanto se la camera troverà un volto nella foto.

Quando avrete scelto l’effetto scattate la foto, oppure girate un video. Poi vi sarà anche possibile scrivere sulla foto, o disegnare o ancora rovesciare l’immagine.

Premendo sull’ultimo tasto a destra salvate la foto o il video nella galleria del telefono, mentre per inviare le Storie si fa premendo il tasto con la freccia a destra. A questo punto potete decidere con chi volete condividere il vostro contenuto:

Pubblica – la foto va nello stream di Facebook, come una foto generica.

Storia – l’immagine diventa una Storia e sparirà dopo 24 ore.

Invia direttamente – il contenuto viene inviato privatamente agli amici selezionati. Questi avranno la possibilità di vederla 2 volte entro 24 ore dal momento della prima visione.

 

Hai deciso di investire su Facebook? Ecco come creare delle inserzioni efficaci!

 

Quanto è importante utilizzare le inserzioni Facebook per dare una spinta al nostro business?

In media, Facebook conta ogni giorno circa 1,18 miliardi di utenti attivi, molto trasversali, che vanno dagli amministratori delegati, agli studenti, alle imprese. E anche se quasi ogni strato della società sia chiaramente presente sulla piattaforma, trovare un contatto con potenziali consumatori dal punto di vista del marketing non è sempre facile.

Per un marchio o un’impresa, la pubblicazione su Facebook da sola non basta più, soprattutto per coloro che sono all’inizio. Certo, potete decidere di spendere dei soldi sulle inserzioni per spingere le persone che non vi conoscono sulla vostra pagina Facebook e inviarli al vostro sito web, ma tutto ciò funziona solo se si è in grado di farlo!

La prima regola per ottenere questo risultato è di ottimizzare le vostre inserzioni (Facebook Ads), rivolgendo questi annunci al pubblico giusto, al target desiderato. Creare degli annunci ottimizzati è fondamentale per investire il vostro budget PPC con intelligenza e conseguirne un ritorno positivo.

Le 4 le componenti di successo per le inserzioni su Facebook:

  • Componente visiva. La cura del contenuto visivo non rappresenta solo un vantaggio dal punto di vista dell’algoritmo di Facebook, ma consente anche una maggiore probabilità di essere condivisi e ricordati rispetto ai contenuti di testo. Il consiglio? Non importa quale tipo di annuncio si va a creare, l’immagine deve essere visivamente accattivante.
  • Rilevanza. È fondamentale per il successo di una pubblicità. Ricordate, si spendono soldi quando qualcuno vede o fa clic sul vostro annuncio (a seconda delle impostazioni scelte). Se state mostrando un annuncio non rilevante per il target di destinazione, state perdendo tempo e denaro, e probabilmente non raggiungerete il successo agognato con qualsiasi tipo di pubblicità.
  • Proposta di valore. Una proposta di valore mostra all’utente perché dovrebbe cliccare sul vostro annuncio per conoscere meglio il prodotto/servizio che gli offrite. In cosa il vostro prodotto o servizio è diverso dagli altri? Perché le persone dovrebbero fare clic sull’annuncio e visitare il vostro sito web?
  • Una chiara call to action. Creare un annuncio bello e rilevante è importante, ma senza un’efficace call to action (CTA), l’utente potrebbe non sapere cosa fare dopo. La regola è aggiungere un CTA del tipo “Acquista ora e risparmia X%”, o “L’offerta termina presto” e trasmettere un senso di urgenza. Il vostro CTA dovrebbe incoraggiare le persone a fare clic sull’annuncio immediatamente.

 

10 modi infallibili di promuovere il turismo sui social media!

 

Turismo e Social Media formano un’accoppiata inscindibile.

Ma utilizzare al meglio queste piattaforme sociali affinché le imprese turistiche accrescano di notorietà e fatturati non è facile come potrebbe apparire. Se non si dispone di personale specializzato a prendersi cura dei canali social, ecco alcune tra le principali regole che possono aiutarvi a gestire i social media in maniera efficace in ambito turistico.

Oltre la metà degli utenti abituali di Twitter afferma di aver preso in considerazione un brand legato al turismo dopo aver visto i suoi contenuti sul web, e solo quest’anno 16 milioni di utenti su Pinterest hanno pinnato 780 milioni di immagini inerenti al travel.

Questi dati riportati da Expedia ci fanno solo intravedere la forte relazione che unisce ormai i social media alle scelte dei viaggiatori. Il fatto, però, che molte persone passano sempre più tempo sui social (una media di 2,5 ore ogni giorno), non significa che sia cosa semplice attrarre la loro attenzione, al contrario, poiché i contenuti sul tema “turismo” sono aumentati tantissimo in questi anni e farsi notare è diventata un’impresa.

Da dove iniziare per gestire al meglio i social su cui si è deciso di investire?

Facebook 

Condividi innanzitutto contenuti visivi di buona qualità, che esprimano lo stile e la vita che la struttura che state promuovendo offre. Ma devono essere immagini che vanno oltre le solite foto patinate che in genere gli hotel vogliono dare

Cerca sempre di rispondere ed interagire con gli utenti: fai domande, incentiva reazioni e sii pronto a replicare a tutte le richieste

Twitter 

Devi essere proattivo e cercare di essere twittare nelle varie ore della giornata, ricordandoti di retwittare e rispondere sempre

Crea contenuti che possano toccare il tuo potenziale cliente in tutte le fasi della prenotazione del viaggio: cioè dalle offerte speciali, ai last minute, fino a immagini e video che invitino a partire

Instagram 

Cerca di ispirare piuttosto che vendere, e condividi dei contenuti che riflettano davvero lo stile del brand

Incoraggia gli ospiti a pubblicare foto scattate all’interno della struttura e per far questo crea delle location ad hoc, scegli oggetti particolari, organizza feste, fai di tutto perché i clienti facciano delle foto e le condividano sui social!

Scegli con attenzione gli hashtag a seconda della loro popolarità e geolocalizza ogni post

Pinterest 

Sfrutta questa piattaforma soprattutto per le primissime fasi dell’organizzazione di un viaggio: ispira e aiuta gli utenti a scegliere la meta, “facendoli sognare” attraverso le immagini

Crea board a tema che attirino l’attenzione per la grandiosità degli scenari

Condividi anche contenuti utili, aggiungendo descrizioni relative a richieste d’informazione e prenotazioni

 

Social Commerce: si venderà sui social media?

 

Avete mai sentito parlare di Social Commerce? Ecco di cosa si tratta in soldoni: attraverso i Social Media le imprese possono accrescere le vendite dei loro prodotti o del loro e-Commerce. Il principale vantaggio nell’uso di piattaforme come queste è la possibilità di “ascoltare” i clienti, o potenziali tali: le aziende hanno l’occasione di ascoltare direttamente le recensioni,  i feedback degli acquirenti, modificando così di volta in volta le strategie da adottare e migliorando l’esperienza che i clienti vivono sul loro e-Commerce.

I Social Network sono piattaforme sociali, il loro utilizzo si basa in genere sulle interazioni tra le persone, di conseguenza dare vita a discussioni e creare partecipazione attorno ai prodotti del proprio eCommerce consente di aumentare il livello di “familiarità” e “confidenza” tra utente e marchio, e ciò condurrà alla fidelizzazione di questi clienti.  Un altro importante vantaggio dell’uso dei Social Media è la loro naturale capacità di viralità: attraverso video, immagini e una comunicazione adatta allo scopo, si può coinvolgere il target desiderato, così come raggiungere anche coloro che non ti conoscono, il tutto a costi non troppo esosi.

La pubblicità poi è fondamentale nella scelta di un prodotto. Se una persona decide di acquistare grazie ad una pubblicità, anzi, direttamente dalla pubblicità in questione, la piattaforma dove la promozione è stata diffusa può registrare i dati degli utenti che non avranno bisogno di essere inseriti di nuovo per eventuali acquisti futuri. Chiunque sarebbe quindi incoraggiato ad acquistare direttamente da Facebook, Twitter, o Instagram.

 

Quali canali?

I canali maggiormente usati per il Social Commerce al momento sono: Facebook, Twitter, Pinterest e Instagram.

Facebook è il canale che si è mosso per primo riguardo il Social Commerce. Essendo il Social col bacino di utenti attivi maggiore rispetto agli altri (più di 1,7 miliardi) ha deciso di introdurre delle funzioni specifiche relative all’e-Commerce, proprio come la “vetrina”, che consente di caricare i prodotti aziendali sulla pagina Facebook dove un acquirente può comprare un prodotto restando su questo canale, senza spostarsi sul sito web dell’azienda, quindi senza mai uscire da Facebook. Evitare che gli utenti escano dalla piattaforma è infatti il principale interesse di Zuckerberg.

Pinterest, per ora solo negli Stati Uniti, ha iniziato ad introdurre il bottone “buy it”, che consente appunto di comprare un prodotto sulla piattaforma stessa; in questo senso stanno lavorando anche Instagram e Twitter, che progettano di introdurre il tasto “compra” vicino alle immagini dei prodotti.

I Social Media aumentano sempre di più il traffico che arriva agli e-Commerce, e in questo modo generano un significativo accrescimento delle vendite. Ciò significa che le aziende che hanno un e-commerce dovrebbero affidarsi maggiormente alle strategie di marketing che comprendono i social network.

Una ricerca della BI Intelligence mostra che il 62% degli utenti decide di comprare un prodotto solo dopo averne letto recensioni e commenti dei loro amici su Facebook. Con questo dato possiamo facilmente intuire quanto siano importanti le buone recensioni, e come queste possano far aumentare in maniera significativa il tasso di conversione di un e-commerce.